mercoledì 13 novembre 2013

Ciclomotore 48: il primo Benellino!


Benelli..Benelli e ancora Benelli!
Qualcuno penserà ad una fissazione, e così è !
Per anni li ho cercati e collezionati ed ora voglio condividere con voi lettori questa passione!
Questo esemplare poi, non immaginate nemmeno quanto l'abbia inseguito: lo cerco da quando ho 13 anni e l'ho trovato, come volevo io, conservato bene, solo due anni fa!
La Benelli mise sul mercato una sorta di prototipo di 48  nel 1956, quando il mercato  era già ben servito.
Il Ciclomotore, così venne chiamato, era sostanzialmente identico a questo del 1957, salvo che per alcuni dettagli ai carter motore e al fanale posteriore.
La forcella è a biscottini, come sarà montata sui Ciao anni dopo, assemblata su di un telaio in lamiera stampata.

La sua efficienza è ottima, a meno di non prendere a tutta manetta fossi da mezzo metro!
I cerchi sono molto alti, cosa insolita per un Benellino: essi sono da 20 pollici e montano mozzi con freno a tamburo centrale in alluminio della Amadori.

Più avanti, per contenere i costi, saranno a tamburo laterale in lamiera stampata che fanno ora tanto..vintage ma poco..freno!
Il motore presenta i carter completamente in alluminio con la scritta Benelli in pressofusione ( cambieranno con la nuova linea a partire  dal 1963).

Il carburatore è il solito Dellorto T4 12 SA, da 12 mm, e respira in zona centrale sotto le nervature del telaio.
Da notare come i motori delle prime serie abbiano un po' di ..pepe in più rispetto a quelli della produzione post '59, quando entrerà in vigore il nuovo Codice, che aboliva la pedaliera obbligatoria per i ciclomotori ma ne limitava drasticamente la velocità a 40 km orari.
Infatti questi Benellini sono dati per 60 km orari da catalogo, ma levando qualcosa alla corona si toccano abbastanza facilmente i 70 orari se il motore è bene a punto!
Sotto il parafango posteriore, incorporato al telaio, trovava posto un pratico portapacchi e , più sotto ancora, un minuscolo sportellino ove riporre libretto ed attrezzi ( particolare che spesso veniva smarrito e , come questo esemplare, rimpiazzato da un pezzetto di lamierino)

Una considerazione infine sulla linea ed i colori.
Questo modello poteva essere scelto in due opzioni: Rosso-bianco come quello in foto e Azzurro-bianco.

Seppur la linea non si scostasse da quella delle centinaia di 48 disponibili allora, il faro incorporato nella forcella e quella scritta dorata sul serbatoio bicolore ne fanno, agli occhi dell'appassionato, un oggetto di bello stile e un indicatore del tempo encomiabile.

mercoledì 6 novembre 2013

Benelli Rigido 1960


Continuiamo la rassegna sui piccoli grandi ciclomotori Benelli, per esaminare questo esemplare molto raro di Benelli Export , denominato ufficiosamente "Rigido".
Il motorino è stato prodotto dal 1958 sino al 1962 inoltrato, quando entreranno a catalogo le nuove versioni Export a telaio in lamiera.
Questo modello è caratterizzato dall'estrema semplicità , con un telaio in tubi senza ammortizzatori posteriori, al fine di contenere i costi di produzione e quindi il prezzo finale.

Ciononostante, seppur dotato di una linea filante ed aggraziata, e dal solito motore pepato Benelli, non ebbe il successo che forse meritava.
Ciò è dovuto, oltre che allo scarso confort che anche i modelli più comuni potevano ormai offrire ( i micromotori stavano cessando di esistere), anche alla tendenza dei tubi sottosella a creparsi per minime asperità.
L'esemplare in mio possesso, conservato e con pochissimi chilometri, non è esente da questa pecca, e anche altri Rigidi da me osservati presentano la stessa anomalia.

Il modello resterà a catalogo circa 4 anni, senza sostanziali cambiamenti se non per dettagli, come il fanale anteriore che nei primi eesmplari è più corto ( tipo quello del Guzzino), e sugli ultimi, come questo in foto, è del tipo CEV commerciale.

Le manopole sono bianche con la scritta "Benelli" in rilievo e leve "Ali Saker" in ferro.

La marmitta è la medesima montata sul modello primigenio "Ciclomotore" del 1957 che presenterò più avanti, con il corto tubicino che sfoga i gas nella sogliola sotto il motore , dotata di due pannelli forati interni per attutire il rumore.

Molto spesso questi venivano eliminati durante la frequente pulizia che occorreva effettuare a causa degli olii di un tempo di qualità pessima: ecco che il Benellino cantava con ancor più vigore baritonale, ed era udibile a chilometri di distanza!